lunedì 29 dicembre 2014

Brownies o action painting? Brownies con cioccolato extra-bitter e ribes

Oggi vi parlo di un'emozione.
Quella fortissima, complicata anche da spiegare, di quando ho appreso di aver vinto il contest organizzato da Le Instamamme di IG, in collaborazione con KitchenAid.
Nella vita sono sempre arrivata seconda a qualcuno e, ancora oggi, mi riesce difficile pensare a me come vincitrice di un contest di questo calibro.
Si parla ormai di qualche settimana fa, quando aprendo IG ho messo subito a fuoco l'immagine che raggruppava tutte le proposte dei finalisti di questa meravigliosa iniziativa. Tra le tante non ho visto la mia di proposta e, pervasa da un pessimismo epocale, ho subito pensato che fosse finita fuori concorso, magari per una mancata attinenza a tutte le regole del contest. Questa è la prima sensazione arrivata dalla parte più primitiva del cervello, quella dove risiedono le nostre paure, i nostri timori e le nostre angosce.
Poi mi ha sfiorata l'idea che la mia proposta potesse non essere lì tra le altre perché vincente. Vincente: un'idea che ho appena accarezzato e subito respinto perché razionalmente troppo difficile da credere possibile. Infatti, non ho avuto il coraggio di guardare io ed è stato il mio compagno a farlo per me.
Nel giorno dei miracoli, l'8 Dicembre, un raggio di sole filtrava dalla finestra: un vero prodigio. Lo stesso raggio di sole che adesso mi porto dentro e mi sprona ad andare avanti in questa avventura e a coltivare questa passione.
Per festeggiare, oggi vi faccio dono di una meravigliosa ricetta tratta da "Una merenda a Londra" di Guido Tommasi Editore.
Una ricetta che ho fatto mia sostituendo i lamponi con un frutto dal gusto aspro, che ben contrasta con la dolcezza della preparazione; nel rispetto della stagionalità e che fa subito pensare alle feste: il ribes.
E ho dovuto modificare i tempi di cottura perché onestamente li ho trovati imprecisi o, comunque, inadatti al forno che ho in dotazione.
Un dolce strepitoso, nel gusto e nella presentazione, liberamente ispirato alle opere di Pollock e all'action painting: la linea sottile tra cibo e arte.
Sfumature di gusto: portate anche voi una vibrante pennellata di colore nella vostra cucina.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

lunedì 15 dicembre 2014

Lasagnetta veggie di pane carasau, con ricotta vaccina, cavolo nero e zucca caramellata

Ad ogni weekend mi accorgo d'arrivarci veramente satura e bisognosa di dedicarmi a quello che mi fa star bene.
Durante la settimana, in questo periodo, è un gran susseguirsi di vellutate, zuppe ed acquecotte e, nei giorni festivi, capita non di rado di doversi dedicare alla cucina degli avanzi.
Perché in questa casa si fa il possibile per non buttare via nulla e per dimostrare come - dalla cucina di quel che resta - sia possibile dare corpo e sostanza a piatti assolutamente nobili. Da mettere in tavola - perché no - anche il giorno di Natale o Santo Stefano.
E allora dò un'occhiata al frigo, dove ancora ho un mazzetto di cavolo nero, che utilizzo spessissimo per zuppe, passati di verdura o per sfiziose bruschette piccanti, alla toscana. Come Veronesi docet, le verdure a foglia verde sono anti-tumorali e non mancano mai nella mia dieta.
E ho ancora della zucca, quel che resta di un meraviglioso fuoriporta langhigiano.
E ho delle nocciole Piemonte IGP, solo una manciata, rimaste dalla preparazione della torta gluten-free, presentata qualche capitolo fa.
Ed infine, ho dato uno sguardo alla dispensa, da cui ho tratto i restanti ingredienti che, combinati, hanno dato vita a questa lasagnetta vegetariana.
Un piatto completo ed appagante nel gusto: con la dolcezza della zucca, amplificata dal miele di castagno; l'accento minerale del cavolo nero e quello piccante del piment d'Espelette; la cremosità della ricotta vaccina e la nota croccante/tostata della nocciola.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

giovedì 11 dicembre 2014

Crumble di mela Annurca e caco vaniglia, al profumo di lavanda

Per associazione, quando penso ai dolci di Natale, la prima cosa a venirmi in mente è il crumble. Non panettone, non pandoro, non bisciola: non amo particolarmente questi dolci.
Sì, io penso subito al crumble. Adoro le torte sbriciolate - la Sbrisolona mantovana, prima tra tutte - ed adoro il fatto di poter creare un dolce pazzesco lavorando ad occhio ed utilizzando gli ingredienti che ho in casa: un caco troppo maturo o una mela che giace dimenticata nel cesto della frutta già da un po'.
Ed è proprio così che nasce questo dolce che ha conquistato il mio fidanzato, pur non essendo lui tra i più sfegatati estimatori del caco, né tantomeno della mela. La soddisfazione avuta è comparabile a quella che si prova quando si riesce a mascherare il cibo, per costringere i bambini a mangiare la verdura.
Dolce e croccante al punto giusto, equilibrato, armonico, con la nota provenzale della lavandula officinalis a dare un valore aggiunto.
Sul mio blog potete trovare la versione stagionale di questo dolce, semplice ma golosissimo.
Per le WoMomS, la versione natalizia con mele e ribes, naturalmente firmata L'Angolo delle Ghiottonerie: vestite di rosso il vostro Natale e andate a leggere la ricetta su WoMomS.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

sabato 6 dicembre 2014

Cupcakes alla mandorla, limone e cioccolato bianco con cheese frosting e bacche di ribes

Sono solo i primi di Dicembre e già sono qui a fare il countdown pensando alle vacanze di Natale, a quando finalmente potrò prendere ogni cosa con la dovuta calma.
Senza trovarmi ad essere attanagliata dalla morsa stringente del tempo. 
Senza dovermi sentire in colpa per quel poco che concedo a me stessa - magari per stare dietro a questa pagina - pensando a quello che resta indietro da fare, non per passione, ma per dovere.
Non vedo l'ora di liberarmi per un pochino delle ansie di non-avere-fatto-questo e non-avere-fatto-quello.
In realtà, vorrei arrivare al 25 Dicembre in uno schiocco di dita, bypassando questo particolare momento dell'anno in cui allo stress di routine si va a sommare lo stress da ricerca del regalo perfetto.
Non fraintendetemi: adoro coccolare amici e familiari, adoro i regali pensati, preparare i pacchettini con la dovuta cura, allegare un bigliettino scritto di mio pugno. Tuttavia, quando le festività si avvicinano a grandi falcate, quella che per me nasce come una pratica rilassante, tanto quanto lo è stare ai fornelli, perde un po' della sua magia.
E le vacanze sono come una manna dal cielo, la dovuta terapia di riabilitazione dopo questo tour de force natalizio, quello che mi aspetta nei prossimi giorni.
Come sarà il vostro Natale? Il mio sarà un Natale classico e intramontabile: bianco come la neve, rosso come le bacche dell'agrifoglio, con le trasparenze e il delicato scintillio dei cristalli di galaverna.
Questa è la prima proposta gourmand per augurare Buone Feste a tutte voi.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

sabato 29 novembre 2014

Sogno di una notte di Mezz'Autunno. Lasagna bianca con radicchio di Chioggia, porcini e taleggio

Lo dico sempre e non mi stancherò mai di ripeterlo: mi piace cucinare per le persone del cuore e per coloro che animano la mia vita. Questa, a mio modesto avviso, è la cosa più bella della cucina: il cibo avvicina le persone, le raduna tutte attorno ad una tavola, così da creare dei piacevoli momenti di condivisione e raccoglimento, confidenza, empatia.
Il tempo per se è sempre poco a disposizione ed impone di essere selettivi: mi aggrappo con tutte le forze all'idea di far fruttare il tempo libero, tanto risicato, per fare quel che mi piace davvero e stare con chi mi piace davvero. Ossia quelle persone che hanno un dono: quello di non essere avide, ma prodighe nei sentimenti.
Questa volta a cena abbiamo Gigi, un caro amico - nonché esimio collega di Stefano - e Annalisa, sua moglie, che aspetta un bebè. Due ragazzi simpaticissimi, che è stato davvero un piacere avere ospiti nella nostra casa. Per loro ho pensato ad una cena a tema e la scelta è ricaduta sulle meraviglie offerte dalla mezza stagione.
Madrigale d'Autunno: il tema. A metà tra poesia, sogno e realtà.
Tra le varie portate, il primo piatto ha suscitato grandi proseliti: una lasagna ricca, cremosa e consistente con besciamella e taleggio; con la nota vegetale e leggermente amarognola del radicchio e, inconfondibile, il profumo dei porcini.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

giovedì 27 novembre 2014

Sfogliatine salate con mela Annurca, pecorino toscano e bacon croccante

In collaborazione con GreenGate
Dalla mela avvelenata, quella delle fiabe, passando dalla mela del peccato originale, per arrivare alla proverbiale massima "Una mela al giorno, toglie il medico di torno".
Così è la mela, questa conosciuta, anche fin troppo bene: ho recentemente riscoperto questo frutto, che ho sempre trovato un po' noioso, cominciando a guardarlo con occhi diversi. Gli occhi di chi vorrebbe sperimentare nuovi accostamenti, per dare alla mela una nuova veste, drappeggiata in maniera sartoriale.
Nascono così queste sfogliatine salate, che possono risolvere in maniera intelligente un buffet o un aperitivo tra amici. Ancora una volta un frutto in abbinamento ad un formaggio dalla pasta grassa e saporita e ad un salume particolarmente sapido. Calde e fragranti, deliziose e croccanti: semplicemente irresistibili.
Su WoMomS potrete trovare anche la corrispettiva versione per coloro che amano il dolce: una nuova ricetta firmata L'Angolo delle Ghiottonerie.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

lunedì 17 novembre 2014

Dalle Langhe con amore. E' la mia gluten-free hazelnut cake

In collaborazione con GreenGate
Dalle Langhe con amore. Che dalle Langhe non si può tornare senza aver dato fondo alle finanze, aver riempito la dispensa e la cantina d'ogni ben di Dio ed aver arricchito il proprio bagaglio di esperienza, per quanto concerne il meraviglioso mondo dell'enogastronomia.
Poiché nelle Langhe basta far tappa in una delle tante cantine sparse nei dintorni di Barolo; in un ristorantino di quelli tipici e senza troppe pretese, di quelli che badano alla sostanza e alla messa in luce delle tradizioni del luogo o, ancora, in un piccolo mercato rionale. Basta questo per mettere in moto tutti i sensi: caleidoscopico è lo scenario che va palesandosi, in un pout-pourri di colori vividi, profumi inebrianti e sapori decisi.
Quello che oggi ho pensato di proporvi è solo uno dei tanti souvenir di questo splendido weekend fuoriporta, di cui poi vi racconterò uno di questi giorni. Un souvenir che mi è rimasto nel cuore, tanto da decidere di replicarlo e riproporvelo.
Un torta golosa e semplice negli ingredienti, ideale a colazione e all'ora del tè: con nocciole, acquistate in loco, uova e un poco di zucchero.
Una ricetta che non prevede l'utilizzo di farina e che, per tal motivo, si rende particolarmente adatta a chi soffre di intolleranze al glutine, come a chi semplicemente vorrebbe concedersi un dolce sfizio.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

martedì 11 novembre 2014

Per la rubrica "Oggi spadello con...". Soupe aux trois oignons, gratinata allo Chèvre e timo

In collaborazione con GreenGate
Demonizzate per le lacrime che costringono a versare quando le si affetta, perché considerate poco digeribili e per questioni di freschezza dell'alito post-abbuffata.
Eppure, misurando le dosi ed adottando qualche piccolo accorgimento, il risultato sarà di una delicatezza e di una digeribilità senza precedenti.
La zuppa di cipolle è per me uno dei piatti del cuore, un piatto che mi ha insegnato a cucinare la mamma di Stefano, il mio compagno perfetto. In buona sostanza, la mia seconda mamma. Anna è una persona meravigliosa, di cuore e con un talento naturale per la cucina, anche creativa.
Cose che si tramandano. Lei l'ha insegnato a me, alla stessa maniera in cui è stato insegnato a lei da amici toscani.
Ma voi sapete che io non mi fermo, non m'accontento e una volta impadronita delle tecniche, dei tempi e delle modalità di cottura, io faccio di testa mia e, spesso, quel che ne risulta è più che apprezzabile.
Ed è proprio questo il caso in cui le mie mani hanno dato corpo a qualcosa di più che apprezzabile. Cipolla rossa, cipolla bianca e scalogno per questa soupe aux trois oignons, ciascuna con le proprie evidenti caratteristiche: la dolcezza della rossa, la persistenza e la spigolosità della bianca, la delicatezza dello scalogno.
Un crostino di pane integrale, un buon brodo vegetale, del miele di lavanda e dello Chèvre gratinato in forno, on top, a completare un piatto che sa di rustico-chic, di buono e di casa.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

lunedì 10 novembre 2014

Lasagne d'Autunno con besciamella alla zucca mantovana e spezie, treccione affumicato, porcino e speck croccante

Saper cogliere il bello di ogni stagione: la delicatezza della primavera, il tepore dell'estate, i colori dell'autunno, la raffinatezza dell'inverno. Il risveglio musicale della natura a primavera, lo stridio delle cicale in estate, il tam tam della pioggia in autunno, il fruscio appena impercettibile della neve che cade in inverno.
Accantonata l'estate, le gote si vestono di minio, così come le foglie prendono le tinte del magenta, dell'ocra, della terra bruciata: un tripudio di cromie che scaldano e di scenari pazzeschi, che ispirano la moda e, naturalmente, il buongusto a tavola.
Finalmente autunno, finalmente Ottobre. Quella che vi propongo oggi è la rivisitazione di un grande classico, con l'utilizzo di ingredienti di netto rimando a ciò che di più apprezzo di questa stagione: stiamo parlando di lasagne, un piatto nazional-popolare, che trova sempre grandi favori e grandi consensi (se e quando ben fatte), il piatto tipico della Domenica italiana.
Si parla di un piatto un pochino laborioso perché diverse sono le preparazioni da mandare avanti nel contempo, ma che vale assolutamente la pena: per il gusto manda direttamente in orbita.
La dolcezza della zucca viene contrastata dal sapiente uso delle spezie, dalla nota affumicata del treccione toscano e dalla punta sapida del Vacche Rosse e dello speck, che in cottura tira fuori tutta la sua salinità.
Per il resto, zucca e porcini restano un'accoppiata vincente, della quale spesso e volentieri faccio abuso.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

giovedì 30 ottobre 2014

Maki in the making. Mini-Sacher torte maki

In collaborazione con GreenGate
Sono convinta che alcune ricette della tradizione nazionale ed internazionale esulino dalla spasmodica ricerca della leggerezza. Quanto proposto deve giocoforza essere l'originale e non un surrogato di.
E allora, per dare un taglio alle calorie, non resta che giocare sulle dimensioni, portando in tavola monoporzioni formato bonsai. A questo punto, la decisione si fa individuale: si può scegliere se, quando e quanto.
Questa idea un po' matta di una sorta di gemellaggio tra Austria e Giappone nasce in collaborazione con Silikomart, azienda leader nella produzione degli stampi in silicone, che propone ora sul mercato una nuova linea di stampi di ispirazione orientale: Sushi Maki, Roll, Gunkan  Nigiri. Come il Made in Itali si rifà al Sol Levante.
E così, abbandoniamo i terribili maki con nutella ed alga nori che, di tanto in tanto, fanno capolino al sushi bar, per trarre una soddisfazione immensa nel degustare con le bacchette un tipico dolce austriaco: la Sacher torte.
Questo buonissimo dolce mi costringe a fare un salto indietro di qualche anno, quando feci un tour toccando Praga, Vienna e l'Istria. Vienna è una città meravigliosa, a misura d'uomo, ricchissima d'arte e cultura. E indimenticabile è stata per me la Sacher torte di Demel, la pasticceria storica e più raffinata del centro, dove è possibile vedere all'opera i maître chocolatier ed i pasticceri nel proprio laboratorio creativo.
Dolce ma non stucchevole, con una farcitura a base di confettura d'albicocche - rigorosamente homemade - ed una golosa glassa al cioccolato: un morsetto di paradiso.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

giovedì 23 ottobre 2014

Maki in the making. Maki roll di salmone affumicato marinato, zucchine ed erba cipollina

In collaborazione con GreenGate e Beads&Love
Qui è sempre un tripudio di colori vividi ed intensi, da quelli caldi, che rimandano alla stagione autunnale a quelli pastello, di chiaro richiamo alla primavera.
E si passa con estrema scioltezza da un repertorio di piatti piuttosto elaborati ed impegnativi (anche da mangiare), a quelle proposte fresche e quasi evanescenti di finger food: bocconi mignon da proporre come aperitivo o antipasto, che potenzialmente potrebbero lasciare ampi spazi da colmare, a seconda della voracità di ciascuno di noi.
Di fatto poi, si tratta di micro-delicatessen talmente irresistibili, che una tira l'altra e risulta davvero difficile imporsi una tregua. E con il Peach Daiquiri al polso, abbiamo anche un rimando alla mia collaborazione con le fanciulle di Beads&Love che, peraltro, hanno una smodata passione per le minuterie, commestibili e non.
Oggi vi propongo dei gustosissimi involtini di crudité di zucchina e salmone affumicato, marinato con aromi, spezie e scorzetta di limone, trattenuti da un filo d'erba cipollina.
Semplice, buono e da affrontare rigorosamente con bacchette alla mano. Chiamiamoli per quello che sono: chiamiamoli maki roll.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

martedì 21 ottobre 2014

Cocotte B&W di alici in saor con panure croccante, cipolla bianca caramellata al miele di lavanda e patate

In collaborazione con GreenGate
Anche in Autunno non bisogna scordare di fare il pieno di Omega 3, quei famosi grassi polinsaturi che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare e che, pertanto, devono essere inseriti giocoforza nella nostra dieta.
E la proposta di oggi vede come protagonista uno dei prodotti ittici che amo di più in senso assoluto. Un prodotto che fa bene alla salute perché ricco di Omega 3, un prodotto che è eccezionalmente buono ed economico: sono le alici.
E la mia ricetta è anche dimostrativa del fatto che, talvolta, formaggio e pesce si possano accompagnare in maniera eccellente: forte è il binomio tra alici e grana d'oro Vacche Rosse.
Per questa ricetta mi sono ispirata ad una preparazione tipica della laguna, che mi fa impazzire ed è quella delle "Sarde in saor": le sarde, fritte, vengono servite con cipolla caramellata, in agrodolce. Un'altra ispirazione arriva da un altro grande classico della cucina italiana: il tortino di alici con patate.
Prima idealmente e poi di fatto, ho unito le due cose e il risultato è questo: un pizzico di creatività ed il gioco è fatto.
Inatteso, gustoso ed appagante: cocotte a tre strati con patate, cipolle caramellate al miele di lavanda e alici in panure croccante, arricchita con Vacche rosse, scorzetta di limone e timo citrodoro.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti.

giovedì 16 ottobre 2014

Pomodorini confit in versione esotico-mediterranea. La mia prima ricetta per WoMomS

Ho un piccolo segreto da raccontarvi, che serbavo da qualche tempo e che è finalmente giunto il momento di far librare in aria, come un palloncino.
Un segreto di quelli leggeri, che volano alto e che hanno il peso di una piuma: proprio come sono quei piccoli segreti che uno ha e che parlano solo di cose belle.
Io, proprio io che sono food blogger tra le food blogger, da oggi posso svelarvi che sono anche food blogger ufficiale per WoMomS.
Per chi di voi cyber cuoche avesse un account Instagram, non dimenticate di taggare #womoms_official e #tentarnoncuoce, la rubrica delle WoMomS che racconta di tante cose buone e tante cose belle.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

martedì 14 ottobre 2014

It's comfort food time. Crema speziata di zucca, mela Annurca campana e lenticchie decorticate, con apple chips e speck croccante

In collaborazione con GreenGate
Con queste ricette autunnali mi sono davvero messa d'impegno, cercando di stare al passo per quanto mi è possibile, compatibilmente con gli impegni di lavoro e di vita privata.
E con questi primi rigori, è confortante il pensiero di tornare a casa e preparare qualcosa che riscaldi lo stomaco e il cuore, concludendo magari la serata in bellezza: avviluppata tra le coperte, illuminata da una luce soft, leggendo un buon libro.
L'idea di questa crema ruota attorno alla mela, in una sua particolare varietà tipica della regione Campania. Un frutto delizioso, piccolo, croccante e con una spiccata acidità. La vediamo indiscussa protagonista delle preparazioni dolci come lo strudel e l'apple pie; la si vede anche spesso nelle preparazioni salate, nei risotti e nella paste, associata a salumi e formaggi con una certo grado di sapidità. Però in una una preparazione di questo tipo, francamente non l'avevo vista mai.
Una crema dal gusto davvero particolare ma indiscutibilmente molto buona per gli amanti del genere: con la dolcezza della zucca, la punta d'acidità della mela, il corpo delle lenticchie decorticate. Ingredienti che si sposano a meraviglia con il mix di spezie che ho scelto: un curry abbastanza morbido (che arriva direttamente dallo Sri Lanka), il ginger ed il peperoncino verde piccante. Infine, arriva lo speck croccante e fortemente sapido, a chiudere la perfezione di questo cerchio giottesco.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

domenica 12 ottobre 2014

Muffin di castagne con pecorino toscano, pere caramellate al miele di castagno e noci

Non si dice gatto se non ce l'hai nel sacco. E, allo stesso modo, non si dice blogger se sono si fanno muffin.
Era da un bel pezzo che non ne sfornavo e così non ci ho pensato due volte a preparali alla prima occasione utile, ossia una di quelle in cui ci si ritrovi numerosi, tutti seduti allo stesso tavolo.
Abituata come sono a cucinare per due, tante volte è bello essere attorniati da amici e familiari, che in quel momento sono lì per te, con tutta la voglia di stare bene insieme e condividere quello che di bello o meno bello la vita ha offerto loro.
Volevo dar vita a qualcosa di unico, in linea con la stagione autunnale e ho subito pensato a come dare una nuova luce al binomio perfetto tra cacio e pere. Così, a completare il quadro, si sono aggiunti la farina di castagne, il miele di castagno e le noci.
Un'idea che ha suscitato grandi proseliti, dei bocconcini irresistibili per celebrare questo Autunno così proficuo e ricco di tante belle sorprese che saranno svelate, poco per volta.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete i vostri ospiti!

sabato 11 ottobre 2014

Dal Menù dello sportivo. Carpaccio di bresaola della Valtellina con tartare di finocchio, arancia, olive taggiasche e tobikko di melagrana

In collaborazione con GreenGate
Sorridere è sempre una bella cosa. E mi capita di sorridere spesso, bonariamente, quando qualcuno mi contatta in privato per domandarmi se davvero mangio tutto quel che cucino. 
La risposta è sempre la stessa: sì. Anche perché la gran parte dei piatti da me proposti, sono ipocalorici e con un occhio di riguardo al consumo di verdura - sia cruda che cotta - frutta, cereali integrali, legumi, pesce, poca carne, olio EVO. E c'è una grande ricerca negli ingredienti utilizzati, che sia chiara qual è l'origine del prodotto, privilegiando la provenienza da culture bio, preferibilmente a km zero.
Ma è scontato che l'alimentazione è cosa da affrontarsi con un po' di logica e buonsenso. Mangiare, nutrirsi, abbuffarsi come fosse sempre Domenica davvero non è consigliabile, soprattutto quando la vita non viene affrontata con una giusta punta di dinamismo, per scelta, o si è costretti in qualche modo a condurre una vita troppo sedentaria.
E' importante allora saper rendere speciale anche il pane quotidiano. E per il vostro quotidiano, vi propongo la semplicità di un carpaccio di bresaola - immancabile nel carrello di un amante del fitness - accompagnata da una delle mie famose macedonie di frutta e verdura: il classico abbinamento tra finocchio ed arancia, arricchito a mio gusto con olive taggiasche, chicchi di melagrana e aneto.
Tobikko di melagrana? Per chi non lo sapesse, si tratta delle uova di pesce volante, con cui vengono guarniti maki-sushi e uramaki. Per il colore vivo, quasi incandescente, e per la sua trasparenza, la melagrana in chicchi offre visivamente lo stesso effetto del tobikko.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

martedì 30 settembre 2014

Equinozio d'autunno e Tiramisù. E' il mio Tiramisù con sottobosco dolce-croccante di fichi secchi, scaglie di mandorla e Porto

L'Angolo delle Ghiottonerie, una ne pensa e cento ne fa.
Si parte dunque con questa nuova rubrica, pur sempre attinente al tema cibus, ma con una vena intimista. Una rubrica che parli un po' di me e di chi mi circonda; che mi aiuti a scavare un po' nel profondo; che racconti da dove arrivano le mie ispirazioni e il mio know-how.
Si parte dunque dalle origini, dal mio personalissimo big-bang, da chi mi ha mi ha fatto il dono della vita e che, necessariamente, deve aver trasmesso parte di quel patrimonio cromosomico, che ha portato a sbocciare in me la passione per i fornelli e la mania per l'estetica, l'armonia e le belle geometrie: chiamatela semplicemente genetica.
Per raccontare un po' di me e un po' di lei, la mia mamma, voglio pubblicare qui la lettera che le ho scritto nel giorno del suo compleanno:
"Per una mamma che ha avuto un'unica priorità nella vita: il bene dei suoi figli e di suo marito.
Non so se ce ne siano tante che, come te, abbiamo fatto dello spirito di sacrificio la propria firma, tanto da mortificarsi e privarsi di qualsiasi cosa, pur di accontentarci sempre.
E anche oggi, so che avrai da dire per questo piccolo dono. E so anche che non c'è cosa che ti possa ripagare di quello che hai fatto tu per noi, in tutti questi anni: con il tuo aiuto, il tuo supporto, il tuo dare per non avere mai nulla in cambio, il tuo sostituirti a noi nei momenti di bisogno, per ripagarti anche solo della tua presenza costante.
Forse ciascuno lo pensa della propria mamma ma oggi conta quello che penso io della mia. E io penso che, in ogni sempre e in ogni dove, non ci sia mai stata mamma più mamma di te.
E mi piacerebbe vederti un po' più padrona della tua vita e che pensassi un po' a te, vederti andare una volta in più dal parrucchiere, vederti una volta uscire a cena, vederti comprare una cosa che ti faccia felice e non sia sempre la più economica, vederti uscire per una gita la Domenica.
Tanti auguri di Buon Compleanno per i tuoi 68 anni".
Questa è la ricetta del Tiramisù, come viene fatto a casa mia, così come la mia mamma lo fa. E, credetemi, quando si parla di ricette di famiglia, non c'è Montersino che tenga.
Alla ricetta originale ho dato semplicemente quel tocco (autunnale) in più, per rendere omaggio a quella meravigliosa stagione in cui il sottobosco si fa croccante e altresì colorato: con i fichi secchi, una dolcissima tentazione, fatti rinvenire con una spruzzata di Porto - un vino liquoroso ed aromatico - e le mandorle a scaglie, a dare quella nota croccante come le foglie d'autunno.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

lunedì 22 settembre 2014

Pizza bianca sfogliata con crescenza, porro, zucchine grigliate e fiori, al profumo di basilico

In collaborazione con GreenGate
Lo so, mi ripeto sempre: da quando ho aperto questo blog è stato un crescendo di emozioni e sono così riuscita a strappare qualche piccola soddisfazione a questa vita: così volubile, un po' lunatica e difficile da gestire al meglio. Un po' come le donne: dolcemente complicate.
Ancora una volta L'Angolo delle Ghiottonerie c'è e, questa volta, il mio blog è stato premiato nientepopodimenoche da Laura Maragliano, direttore di Sale & Pepe, con un omaggio floreale personalizzato ed un attestato di partecipazione al contest #onedaychallenge, con il tema #unaricettaperlavita.
La premiazione si è tenuta in Stazione Centrale a Milano, al binario 21, in occasione dell' #expoexpress: si tratta di un treno itinerante, che ha fatto e farà di nuovo tappa in diverse regioni d'Italia, portando con se tutta una serie di eventi (presentazioni, showcooking) e di personaggi di spicco tra chef stellati e food blogger di una certa fama. Una sorta di tour promozionale in previsione dell'Expo 2015.
Dicevo, quel momento è stato davvero molto emozionante: era dai tempi delle recite scolastiche che non mi capitava di ritrovarmi con un microfono in mano e di venire esortata a parlare ad un pubblico. Credo siano stati i 5 minuti di celebrità più esaltanti e, nel contempo, imbarazzanti di tutta la vita.
E di cosa ho parlato in questi 5 minuti? Naturalmente mi sono presentata e ho descritto la mia ricetta, spiegando il perché l'avessi scelta come #unaricettaperlavita.
La mia proposta non è legata ad un ricordo particolare ma ad un tema, a me molto caro: l'amicizia. Le belle amicizie - quelle mature, quelle consolidate, quelle che non pongono condizioni - di ricordi vividi e meravigliosi non ne lasciano uno ma ne lasciano tanti. E la ricetta che vi lascio oggi è proprio così, schietta, sincera e genuina, proprio come una bella amicizia dovrebbe essere.
Una ricetta semplice, veloce e gustosa: con una sfoglia croccante, una spadellata di porro e fiori di zucchina, zucchine grigliate, morbidissima crescenza ed erbe fini.
Il giusto compromesso per un quick lunch in giusta compagnia.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

giovedì 18 settembre 2014

Insalata di preziosi. Con perle naturali di melone bianco e fichi taglio navette

In collaborazione con Beads & Love Creations e GreenGate
Purtroppo, dopo le vacanze e con la ripresa della routine, le occasioni per dedicarmi alla scrittura si sono alquanto diradate. E me ne rammarico molto, perché mi rendo conto che tante sarebbero le cose da dire, tante quelle che vorrei condividere e altrettante le idee e i progetti che vorrei vedere non dico realizzati, ma perlomeno avviati. Con la dovuta calma e i tempi necessari, tutto sarà portato a compimento: ci voglio credere.
Sapete, intanto sono felicissima perché ho dato una risoluzione ad uno dei miei principali crucci. Forse il cruccio di molte tra quelle che, come me,  si devono dividere tra l'essere lavoratrici impegnate e foodblogger negli scampoli di tempo che restano: la spesa di coscienza. Quando - e capita non di rado - se costretta a stare 12 ore fuori casa e il weekend lo devi necessariamente impiegare nella gestione delle cose di casa e del menage familiare, viene difficile poter pensare di dedicare del tempo anche alla ricerca di prodotti realmente qualitativi, naturalmente di stagione e km0, magari girando per i mercati locali, i mulini e le cascine di zona, se non all'occasione.
Totalmente insoddisfatta dai prodotti freschi offerti sui banchi del supermercato, finalmente ho trovato la mia dimensione ad Osnago dove, in zona fiera ed un paio di giorni la settimana, si ritrovano i piccoli produttori locali ed è possibile acquistare di tutto un po': pesce di lago, frutta e verdura fresche, latte e derivati, carne e salumi, pane con lievito madre. Per me un piccolo angolo di paradiso.
Vi parlo di questo perché i prodotti utilizzati per comporre questa preziosissima insalata arrivano proprio da lì. Il melone bianco che trovo sia un po' bistrattato rispetto al suo primo cugino, il classico e meglio conosciuto da tutti. Eppure egualmente buono, dolce e fresco.
I fichi, che ho cominciato a consumare cum maximo gaudio già nel corso del mese d'Agosto, in una varietà stagionale e ovviamente a km0: i famosi "Fioroni", direttamente dalla zona di Montevecchia. Ed infine i cetrioli, che sanno rendere fresca e piacevole qualsiasi preparazione.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

lunedì 18 agosto 2014

Think in pink salad. La linea sottile tra food and fashion per una collaborazione con Beads & Love

In collaborazione con Beads & Love e GreenGate 
Per una volta qui non si parla solo di cucina e di viaggi. Del resto, siamo in gran parte donne e dò assolutamente per scontato che ciascuna di noi faccia il massimo per valorizzare se stessa e apparire sempre femminile e curata.
Oggi non vi parlo di me ma di due carissime amiche, Francesca e Roberta, che sanno fare delle cose strepitose e della mia collaborazione con Beads & Love. Beads & Love è un concept ed è il progetto sul quale stanno lavorando con anima, estro ed una certa abilità manuale. Quella che potete apprezzare è una delle loro favolose creazioni. Già l'indosso cum maximo gaudio: sembra sia stata creata ad hoc per me, con il turchese, una pietra naturale che mi ricorda i vividi colori del Mar Egeo.
In passato avete scoperto con me il filo diretto tra buon cibo e musicalità, il collegamento tra cibus e arte. Quindi, perché non la linea sottile tra food e chicche fashion?
In collaborazione con le amiche di Beads & Love, oggi vi propongo una fresca e deliziosa insalata estiva, con note agrumate e modaiole, con tutte le nuances del rosa.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

domenica 17 agosto 2014

Muffin reloaded: tenerini al farro con cacao, ginger candito e cardamomo. Senza uova - senza burro - senza latte

Io sono e resto della filosofia che il corpo, per stare bene, abbia bisogno di tutto un po' ed il fatto che il mio corpo risponda bene è la prova inconfutabile di questo.
Credo nella provenienza, nella qualità del prodotto e nella misura ed in virtù di questo non vedo demoni nei prodotti di origine animale, come non ne vedo in quelli di origine vegetale.
Prediligo l'integrale e tutto ciò che fa risparmiare grassi e calorie, limito l'utilizzo del sale e dei condimenti al minimo indispensabile, non bevo bevande gassate né zuccherate. E tutto questo lo faccio per una questione di salute, digeribilità e leggerezza e naturalmente perché tengo a conservare un bell'aspetto e una bella linea.
Non mangio molta carne perché per me non è un sacrificio farne a meno e alla carne preferisco la freschezza e la croccantezza degli ortaggi, magari bio, preferibilmente a km 0.
Quel che c'è è che faccio sport con costanza, anche quando mi sento spossata o svogliata, anche quando preferirei fare un aperitivo o stare sul divano a sfogliare una rivista; per me questo è un impegno inderogabile e non procrastinabile.
Lavoro costantemente sulla mia forza di volontà e questo è quanto: sono ligia in questo ma di altri fanatismi estremi e senza ragione d'essere non voglio saperne. Credetemi: per il benessere, un po' di moto è un balsamo tanto quanto una costa di sedano cruda, forse di più.
E allora senza uova - senza latte - senza burro: una ricetta dedicata a chi ha come obiettivo la salute, il benessere ed il bellessere; a chi vuole concedersi un dolce senza rimorsi e con poche calorie e a chi, purtroppo, soffre di allergie ed intolleranze.
Dolce sì ma non troppo, energetico sì ma con leggerezza: con tutta la golosità del cioccolato fondente ad alzare i livelli di serotonina e con la nota orientale del cardamomo e del ginger, che lasciano sul palato un'eco speziata e piacevolmente balsamica.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

sabato 2 agosto 2014

Back to the 80's. Aspic ai frutti rossi e mirtilli, Porto Bianco e vaniglia Bourbon

Questa è un'altra delle ricette della vergogna, uno di quei famosi piatti preparati ancor prima di andare in vacanza a Karpathos, rimasti in attesa della redazione di un testo di presentazione e della rispettiva ricetta. Lo sapete: sono tutto fuorché pigra ed inetta, sono solo in perenne lotta contro il tempo, quell'infame.
Back to the 80's. Quello che vi propongo oggi è un viaggio, non nello spazio geografico ma nello spazio temporale: si torna indietro agli anni '80, quelli che mi hanno vista venire alla luce, gli anni in cui tanto andavano di moda i gamberetti in salsa aurora e le terrine di pollo in gelatina.
Oggi ho una proposta che vede protagonista la gelatina, con una rivisitazione in chiave assolutamente attuale: no alla classica gelatina alimentare, sì all'agar agar.
L'agar agar viene usato come gelificante naturale e viene ricavato da alghe rosse. La gelatina così prodotta ha un sapore tenue, non altera il sapore naturale degli alimenti ed è ricca in minerali. Molto più solida di quella commerciale e non si scioglie facilmente.
E' un prodotto senza glutine, non fornisce alcun apporto calorico e viene assorbito dall'organismo solo in minima parte. E' l'ideale nella preparazione di dessert al cucchiaio ed aspic, richiede una breve cottura e necessita di un tempo di gelificazione minimo di un'ora, anche a temperatura ambiente.
Questo dolce al cucchiaio ha come protagonista anche il Porto Bianco, un vino piuttosto liquoroso, che io amo molto, ma in una versione più leggera, adatta anche all'aperitivo. Perfetto nell'abbinamento alla dolcezza estiva dei frutti rossi e dei mirtilli.
Fondamentale, oltre al gusto, è l'elegante trasparenza di questi dolci al cucchiaio: belli e molto scenografici, adatti a chiudere in bellezza una serata chic.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti.

martedì 29 luglio 2014

Delizie dall'orto. Gemista: peperoni papaccella con ripieno patriottico

Prosegue il nostro tour virtuale tra i piatti tipici della Grecia e quelli che prendono ispirazione da quanto ho avuto modo di assaggiare a Karpathos, la splendida isola del Dodecaneso della quale vi ho ampiamente parlato nel post precedente.
Oggi si parla di "Gemista", ovvero di verdure ripiene alla greca. Tipicamente, si tratta di verdure al forno, con una farcitura di riso bianco, riccamente speziato.
Ma ai miei peperoni papaccella ho voluto dare una nuova veste, ancor più folkloristica, estiva e colorata, che volesse vedere esaltati i sapori di casa nostra, quelli che fanno parte del nostro patrimonio culturale e genetico.
Nasce così questo piatto con un'anima karpathiana e tanta sostanza tutta italiana, con un delizioso ripieno patriottico. Ecco a voi quel che ho combinato con qualche fetta di crudo (rigorosamente Parma), una zucchina novella, un formaggino fresco di latte vaccino, un pizzico di zafferano e degli anelletti alla siciliana, di cui avevo una quantità troppo esigua per pensare di utilizzarli in maniera differente.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

venerdì 25 luglio 2014

Karpathos: cartoline dall'Olimpo, di nettare ed ambrosia. Una porta blu, che dà sull'isola più bella e selvaggia del Dodecaneso


Scarpanto - dall'antico nome di derivazione mussoliniana - rappresenta la Grecia autentica, esattamente come mi aspettavo che fosse.
Con chiesette votive a centinaia, dalle inconfondibili cupole cremisi o blu cobalto e con le tipiche case di un bianco lancinante e senza tetti, che tanto lì non piove mai.
E' la Grecia odorosa, dal profumo erbaceo ed aromatico, che pervade ogni dove: aromi che si sprigionano forti ed intensi sotto il solleone, trasportati dal soffio dell'indomabile Meltemi. E' lo stesso profumo di aromi e spezie, con cui cibi vengono copiosamente arricchiti; lo stesso che t'investe appena sulla soglia delle tipiche taverne, dove è come se fossi a casa tua, in mezzo alla tua gente, ma con un panorama ogni volta incredibile.
E' la Grecia ospitale, che rimanda al mito della terra dei Feaci. I Feaci, un mite popolo di argonauti, che credevano sentitamente nella sacralità dell'ospite e le cui vicende vengono narrate nell'Odissea: una terra dai mille indimenticabili volti gentili.
Karpathos, con quei paesini ove il tempo si è fermato, forti delle proprie storiche tradizioni ed abbarbicati su alture, a tutta verticalità: sono Olympos, Menetes ed Aperi.
Karpathos, con dei paesaggi tanto belli da mozzare il fiato.  Sì strepitosi, quanto contrastanti: da un lato il Kali Limni con le sue cime a sfiorare i 1200mt d'altitudine; dall'altro spiagge caraibiche ed un mare di una bellezza straziante, quando arriva il momento di tornare a casa.
Karpathos, così come l'ho vista e così come l'ho vissuta.
Vogliamo lasciare che siano le immagini a parlare?

lunedì 21 luglio 2014

In versione thai e con un pizzico di sicilianità. Sono i miei mini banana bread con latte di cocco e zenzero, cannella e pistacchio di Bronte

Come ormai si sarà capito, il forno l'utilizzo veramente moltissimo in cucina, per inventarmi golosità monoporzione, torte dolci e salate. per non parlare dei rustici;  ma, con questo caldo che sfianca e che attanaglia, sono quasi convinta che sarebbe bene restasse spento. Almeno per un po'.
Nel caso di questi mini banana bread, il risultato è stato eccellente e molto apprezzato, ma anche parecchio sudato.
Banana bread, direte voi? Sì, l'impasto è quello - opportunamente rivisitato secondo le mie inclinazioni, il mio gusto e la mia estrosità - solo che, per praticità, ho prediletto un formato mini- e mono-porzione, muffin style.
Parlando di estro, gusto ed interpretazione, il mio banana bread porta in sé un po' dell'esotismo thai, con la nota speziata e balsamica dello zenzero e il latte di cocco ed un pizzico di sicilianità, con il tocco di croccantezza dato dalla granella di pistacchio (rigorosamente Bronte).
Prevaricante anche il gusto della cannella, con il suo profumo così orientale, speziato e persistente, che amo moltissimo in connubio con la dolcezza a tutto tondo della banana.
Segnalo questa ricetta come molto interessante, soprattutto per coloro che risultano essere intolleranti al lattosio o alla ricerca del gusto con leggerezza: un dolce senza latte, perché sostituito dal latte di cocco e senza burro, degnamente rimpiazzato dall'olio di semi.
Farina integrale e farina di farro, utilizzate nella realizzazione di queste dolcezze mignon, a completare l'aura di santità di questi sfizi da colazione e da merenda, per un piacevole risveglio o una piacevole pausa pomeridiana, pur sempre gustosa ma light.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

martedì 15 luglio 2014

Spanakopita. From Karpathos with love

In collaborazione con GreenGate
Sentirsi una cosa sola con il mondo, un unico cuore pulsante.
Questa la parte migliore della mia vacanza a Karpathos, questa la parte migliore di ogni vacanza: la comunicazione, l'integrazione con la gente del luogo; conoscere e farsi conoscere; amare e farsi amare; dare fiducia per avere fiducia.
E poi mettere in moto tutti i sensi, anche quelli un po' sopiti dacché siamo abituati a vivere una realtà che conosciamo come le nostre tasche: osservare, toccare, sentire, assaporare, apprezzare.
Questo è l'entusiasmo che viene dal vivere una nuova esperienza,  una di quelle che - sai per certo - mai potrai dimenticare: occhi di brace ardente, adrenalina in purezza ed un che di sfarfallante nello stomaco, come al primo appuntamento con l'uomo dei tuoi sogni.
Assaporare. Nella settimana trascorsa in questa splendida isola, ho completamente abbandonato le abitudini proprie del nostro Belpaese, il concetto di primo e secondo piatto, per fare un tour dentro al tour: un viaggio tra i sapori tipici della Grecia e, in particolare, alla scoperta della cucina tipica karpathiana.
La spanakopita è una deliziosa torta salata che, di primo acchito, potrebbe ricordare l'erbazzone, un piatto che abitualmente possiamo trovare nella zona del reggiano. Croccante con pasta phyllo e con un morbido ripieno, costituita da spinaci e formaggio feta: l'ho trovata davvero eccezionale nella sua essenzialità.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

sabato 12 luglio 2014

Freschissime idee per l'estate: Everybody loves Cremino. Con yogurt greco e orzata, fondente e cannella

Dacché ho pubblicato il mio primo post è stato un susseguirsi di grandi emozioni, grandi gioie e soddisfazioni a non finire. Tra ridere e scherzare L'Angolo delle Ghiottonerie si avvicina a soffiare le candeline per celebrare con tutti voi, affezionati lettori, il suo secondo compleanno: il 26 Luglio è davvero dietro l'angolo e arriverà in un batter di ciglia.
Il cuore della cuoca sportiva che ha dato vita a questo blog batte lentamente, come si confà al cuore di un'atleta. Ma questo fatto di ricevere chiari segnali di stima - per una persona di fondo emotiva, come lo sono io - è sufficiente già di per sè ad accelerare il battito, a dare una formidabile, quanto indomabile, sensazione adrenalinica.
Oggi vi racconto di questa nuova soddisfazione che mi ha dato la vita: L'Angolo delle Ghiottonerie - ancora  una volta - è stato scelto da un'azienda del calibro di Silikomart, per testare un nuovissimo stampo in silicone, adatto per creare deliziosi ghiaccioli con ingredienti freschi e genuini. Tutto ciò in collaborazione con un partner d'eccezione e di grande spicco: la Fabbri, un'altra nota azienda conosciuta dalle blogger di ogni dove, nel cuore di coloro che hanno una forte predilezione per il mondo della pasticceria.
La mia proposta di quest'oggi, omaggio a queste due rinomate aziende, è davvero molto golosa: un cremino alternativo, un grande classico rivisitato alla mia maniera. Questo il quintetto vincente: cioccolato fondente, yogurt greco, miele d'acacia, cannella e, naturalmente, orzata Fabbri.
Una delizia mignon che strapperà vasti sorrisi ai vostri piccini e saprà conquistare il cuore del fanciulletto che c'è in voi, che siete adulti e vaccinati.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

sabato 28 giugno 2014

Impressionismo in cucina. E' la mia quiche "biodinamica" con fiori di zucca, zucchine e primosale

Che effetto fa sedersi davanti a un monitor dopo aver avuto per una settimana davanti ai tuoi occhi nient'altro che blu, intenso e sconfinato: le sensazioni che pervadono sono quelle di mestizia e melanconia. Il soggiorno a Karpathos è stato qualcosa ben più che piacevole: ci sono quei posti, quei paesaggi, quelle persone che ti entrano dentro e davvero non te li puoi scordare più. Ma appena avrò un po' di tempo, vorrei fare un post dedicato a quello che ho visto, a quello che ho vissuto, a quello che ho imparato di questa indimenticabile isola del Dodecaneso.
Ora sarà bene invece che mi occupi del mio pesante arretrato: ci sono ancora quelle famose anticipazioni che avete avuto ormai settimane fa - per quelli che di voi mi seguono su Instagram - che attendono di essere pubblicate e a ragion veduta.
La prima di queste ricette della vergogna è quella che mi è venuto spontaneo associare ad uno splendido dipinto di Monet, "I papaveri". Ed è così che ho voluto suggellare il legame stretto tra cucina e arte, efficacissimi mezzi di comunicazione e di espressione di sé.
I miei giochi di nuances e le mie pennellate vibranti sono date date da un croccante guscio di pasta sfoglia e da una semplice quiche realizzata con pochi e semplici ingredienti: il verde brillante delle zucchine e del basilico fresco, l'ocra intenso dei fiori di zucca ed il candore latteo di un formaggio un po' particolare, un primosalino biodinamico. Ed i papaveri li abbiamo per davvero.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

mercoledì 18 giugno 2014

Di ispirazione hispano-moresca. E' il mio gazpacho di anguria baby, con pomodoro cuore di bue, peperone rosso e primosale

Prima di abbandonarvi - l'ammutinamento e l'insubordinazione dureranno, ahimè, una settimana soltanto - non posso lasciarvi senza qualche idea anti-caldo ed una ricettina light, in vista della prova-costume.
Sono super entusiasta, eccitata, galvanizzata all'idea della partenza: divorata dalla brama di affondare i piedi nella sabbia, di farmi baciare dal sole, di farmi cullare dal rumore della risacca sulla battigia.
E naturalmente sono desiderosa di apprendere, di arricchire il mio bagaglio culturale con tutto ciò che c'è da sapere sulle tradizioni e la cultura eno-gastronomica karpathiana.
Oggi per voi ho in serbo la ricetta di una zuppa fredda, un gazpacho a base di anguria, cetriolo, cipollotto fresco, pomodoro e peperone rosso arrostito. Una buona dose di peperoncino rosso piccante, qualche cubetto di formaggio primosale e un filo d'olio EVO a completare il piatto.
Una proposta davvero molto interessante, tutta vegetale, dalle proprietà detox e davvero molto, molto buona.
Travolta da questa voglia improvvisa di ricette leggere e a tutta freschezza, vi lascio anche un link di rimando alla ricetta pubblicata la scorsa estate di un meraviglioso, quanto insolito gazpacho al melone, con peperone giallo ed agrumi, aromatizzato con pepe di Cayenna e servito con feta greca.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

venerdì 13 giugno 2014

Di ispirazione greco-romana. Sono i mei mini-strudel di pasta phyllo, con ripieno di ciauscolo e patate

Prendersi una settimana sabbatica dalla vita frenetica di tutti i giorni? Ancora non s'ha da fare.
Dovrò aspettare ancora 7 lunghissimi giorni, prima d'aver scritto t'amo sulla sabbia.
Bisognerà stringere i denti ed attendere fiduciosi anche se, a questo punto, la stanchezza si sta davvero facendo sentire: tutti i giorni e a tutte le ore. Pertanto, un ringraziamento va a chi mi dà il sostegno necessario a raggiungere la meta e i miei obiettivi: un doveroso grazie va a mammà per le iniezioni di grinta ed un ringraziamento speciale va a Stefano, che con me divide le gioie e le sventure di questa vita.
Cerchiamo allora di trattarci bene a tavola, proponendo cibi sfiziosi ma di veloce e facile esecuzione.
Per rimanere in tema con la mia - ormai prossima - vacanza ellenica, oggi vi propongo un piatto d'ispirazione greco-romana.
Dalla Grecia vi porto la pasta phyllo, molto utilizzata nella nella preparazione dei rustici (come Sarikopitakia e Tiropotakia) e una mia particolarissima versione dello tzatziki: una salsina con yogurt greco e cetriolo, ma reso ancor più rinfrescante dall'utilizzo della mela verde, del lime, del basilico e della menta piperita. Questi ultimi due ingredienti, a km 0, direttamente dal mio orticello.
Dal Sacro Romano Impero, vi porto invece il ripieno dei miei mini-strudel: con patate, ciauscolo, timo e abbondante pepe.
Il ciauscolo, altrimenti detto spalmarello, è un insaccato, tipico della regione Marche: una pasta di salame, morbida e spalmabile, molto saporita. Buonissimo in purezza; a mio avviso, il meglio di se lo dà in cottura.
Come l'ho avuto? Le Marche non stanno proprio dietro casa, ma dovete sarpere che i miei adorati suoceri sono camperisti nel sangue e con il loro potente mezzo hanno girato l'Italia e l'Europa in lungo e in largo. Ogni anno, la regione Marche rappresenta per loro una tappa quasi obbligata e, su mia indicazione, di ritorno da un viaggio mi hanno portato come souvenir gastronomico questa bontà.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

mercoledì 11 giugno 2014

Piccole bontà di ispirazione naturalistica. Savarin alla ricotta di bufala, con paprika dolce, confettura di pomodori gialli, granella di pistacchio e lavandula officinalis

Vi scrivo stanca ma rilassata, dopo quel che è stato un bellissimo weekend di full immersion nello sport e nella natura. Una Domenica ciclistica - da 50km nelle gambe - conclusasi in bellezza con uno stacco ed una volata finale su una bella pendenza. Un vero toccasana per il corpo e per la testa.
Trovare un punto di fusione tra l'essere una sportiva e una food blogger è possibile: da questa bella gita fuoriporta, con una breve sosta ad un antico mulino,  sono riuscita a rientrare alla base con un favoloso miele al tiglio, perfettamente cristallizzato, dal gusto leggermente balsamico.
Permeata come sono dalla gioia e dalla positivtà infuse da questo meraviglioso fine settimana, non posso che lasciarvi una ricetta di ispirazione naturalistica, che ho realizzato utilizzando il mio nuovo stampo 6 porzioni Pavoni, creato ad hoc per la realizzazione dei savarin.
Come con pochi e semplici ingredienti, con pochi e semplici gesti, sia possibile realizzare qualcosa di buonissimo e di molto scenografico: alla base la morbidezza del pane per tramezzini, appena tostato e l'avvolgenza della ricotta di bufala al forno; con la nota speziata della paprika, quella agrodolce della confettura di pomodori gialli e quella croccante della granella di pistacchio di Bronte. Il coup de théatre: i fiori eduli, di lavandula officinalis, con il loro delicato profumo ed i loro splendido color pervinca.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

lunedì 9 giugno 2014

Gelo d'anguria ed infusione di speranza

In collaborazione con GreenGate
Questa food blogger non è solo una che in cucina ne fa di cotte e di crude. Questa food blogger è anche una persona estremamente sensibile e riflessiva. E' una persona capace di ricondurre ogni cosa, persino quella che ha nel piatto, ad un momento particolare o ad una persona specifica: che sia per similitudine o per contrasto.
Questo dolce, così delicato e sofisticato al tempo stesso, mi rimanda ed è dedicato a due persone meravigliose, che fanno parte della mia vita e che stanno vivendo un momento particolarmente difficile. Loro sono mamma e figlia: la mamma è una donna bella, forte e determinata; la figlia è un bocciolo di rosa, eterea e fragile. 
In tutti questi mesi sono stata loro vicina come ho potuto, per l'affetto nutrito verso questa famiglia splendida e assolutamente non convenzionale; comprendendo il loro bisogno di avere un sostegno da parte di persone in cui avere piena fiducia: una rarità di questi tempi, come un quadrifoglio in un campo di gramigna.
Confesso di essermelo chiesta tante, davvero tante volte: perché affidare sempre a persone tanto belle un fardello così pesante? Un'ingustizia. Poi ho capito che altri, per debolezza o incapacità di reagire, si sarebbero arresi molto prima. Invece loro hanno fatto e ancora continuano a fare tutto il possibile, senza battere ciglio, con l'accanimento di chi ama una persona al di là di ogni cosa. Umanamente un esempio e un modello da seguire, per tutti.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

sabato 7 giugno 2014

Spaghetto Quadrato in crema di ricotta di bufala, pomodoro ciliegino secco e zeste di limone

Prima di dare il via a quello che per me sarà un bel weekend di dinamismo sportivo, volevo lascarvi con una nuova idea per uno spaghetto di mezzanotte - rigorosamente quadrato - furbo, veloce e buonissimo.
Di Spaghetto Quadrato si parla perché sarebbe bello rendervi partecipi di una mia grande soddisfazione: qualche tempo fa presi parte al contest indetto da Pasta La Molisana, "I love Spaghetto Quadrato". Ebbene, il nome di battesimo della sottoscritta campeggia tra quello dei vincitori per la categoria "Veggie".
Sì, l'Angolo delle Ghiottonerie con la sua ricetta dello "Spaghetto Quadrato Hanami con fiori di zucca, pesto di zucchine, menta e lime" sarà protagonista insieme ad altre ricette nell'e-book dedicato allo Spaghetto Quadrato. A presidiare la giuria per la categoria in cui concorrevo Nicola Fossaceca, chef rivelazione del ristorante "Al Metrò" di San Salvo Marina. Per saperne di più, andate a sbirciare nella mia pagina "O per Orgoglio, V per Vittoria".
In omaggio a chi mi ha premiata, per festeggiare questa vittoria e quella che per me è stata una grandissima emozione, una ricetta di assoluta semplicità ma di grande effetto: una crema avvolgente alla ricotta di bufala e pomodoro ciliegino secco, un pizzico di fleur de sel aromatizzato alle olive Kalamata e una pioggia di zeste di limone. Null'altro.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

giovedì 5 giugno 2014

Timballino di anelletti siciliani alla norma (ricetta light)


Salutato anche Maggio diamo il benvenuto a questo timido Giugno. Timido perché il clima non è ancora propriamente estivo ma, nonostante il tempo sia instabile, i fiori sbocciano, i giardini e le terrazze sono un tripudio di colore e celebrano la vita.
Con questa tavolozza di colori sgargianti e in questo mood prossimo all'estate e allo sfoggio delle infradito, della canotta e degli shorts, non posso che mettermi all'opera per produrre piccoli sfizi da mangiare rigorosamente all'aperto, dove godere della bellezza della natura e fare quattro chiacchere in serenità.
Nasce così l'idea di rivisitare due grandi classici: la pasta alla norma, da un lato e dall'altro il timballo di anelletti alla palermitana. Occasione buona per utilizzare per la prima volta il mio nuovo stampo a semi-sfera: galvanizzata alla sola idea.
Una rivisitazione che non va ad incidere troppo sull'ago della bilancia: mini la porzione e notevolmente ridotte le calorie. Di fatto, ho scelto la via salutista decidendo di non friggere la melanzana. Questa scelta è legata sia ad una questione di linea, di salute, ma anche di gusto: il fritto, a mio avviso, rende il gusto piatto; trovo sia pesante e poco digeribile.
Una ricetta semplice e leggera, ma indubbiamente di gran sapore: dolce è il nettare dei datterini e persistente è il gusto dello scalogno. Vengono poi la nota piccante del peperoncino, quella sapida della cacioricotta e, infine, quella caparbia ed intensamente aromatica del basilico, direttamente dal mio orto delle erbe officinali.
Una ricetta che vuole rendere omaggio a due grandi aziende: la Campisi, leader nella trasformazione dei prodotti della terra e del mare; la Pavoni, leader tra i produttori degli stampi in silicone ed utensili da cucina.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

mercoledì 28 maggio 2014

Di sfoglia e visioni bucoliche. E' la mia torta rustica con cotto arrosto, tomino piemontese e broccoletti

Maggio, con le sue giornate tiepide, risveglia in ciascuno di noi quella voglia di girovagare e stare quanto più possibile all'aria aperta.
Che sia per un pic-nic en plein air, che sia per un pranzo al sacco in occasione di una gita fuoriporta: potete sostituire il solito panino cotto e formaggio con una sfogliata, una torta rustica, qualcosa di appetitoso ed allettante.
Quando l'organizzazione dell'uscita e dell'itinerario rubano del tempo ma si desidera che la proposta gastronomica per il pranzo sia più che dignitosa, allora gli habitué delle Domeniche sul prato e gli itineranti delle brevi tratte dovranno davvero lanciarsi su di una proposta come questa.
Una proposta gustosa, semplice e veloce da preparare, anche con netto anticipo. Conquista con un gioco di sapori e consistenze: croccante è il guscio di pasta sfoglia; morbido e saporito è il prosciutto cotto arrosto. Abbiamo poi la parte vegetale, immancabile per fare il pieno di fibre e il lato godereccio maximo, dato dalla fondue di tomino piemontese: così filante, fondente, delizioso.
Con il pepe ed il coriandolo, che completano il campionario di profumi legati a questo piatto, melius abundare.
Quando stare in cucina è come trovarsi in un olfattorio: circondati dal profumo di buono.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

domenica 18 maggio 2014

Di dolci risvegli e aria di Provenza. Brownies alla lavanda, con arancia caramellata e fleur de sel

Salutato il mese di Aprile, ho dato il benvenuto ad un Maggio impegnativo, clamorosamente ricco di appuntamenti importanti. Per me che sono zia di sei nipotini in età da Comunione e Cresima e che ho tante amiche in età da marito, è e sarà davvero molto difficile riuscire a ritagliarsi del tempo per fare altro: il tour de force maggiolino è già cominciato.
Reduce dal matrimonio di una cara amica, riesco finalmente a trovare il tempo per buttare giù un paio di righe. E' stata una giornata molto bella ed emozionante quella di Sabato: è stato magnifico assistere al coronamento di questo sogno d'amore. Lei, eterea nel suo abito bianco; risoluta nella direzione presa. Una direzione cercata, desiderata, voluta con tutta l'anima.
Sulla scia di questa emozione così forte da essere quasi palpabile, la mia proposta di oggi nasce per gli inguaribili romantici e per chi ama stare con la testa tra le nuvole: dedicato a chi ancora ama sognare e crede che i sogni non siano già tutti usati.
E allora parliamo di questi brownies. Un dolce la cui origine è americana, riproposto in una versione inedita, molto raffinata e ricercata nel gusto, ispirata ai luoghi della mia tanto amata Provenza. Difficile descriverne il gusto, così particolare: con la nota predominante del fondente, esaltato dal fleur de sel; equilibrato dalla nota briosa dell'arancia caramellata e, sul finire, con il coup de théatre dato dall'utilizzo della lavanda. Ho reso abbastanza l'idea?
Per convincere anche i più scettici, ciò che posso dire è che questi brownies sono stati spazzolati nel giro di mezza giornata e hanno trovato grandi favori e consensi: assaporatene il gusto ad occhi chiusi e, come per incanto, avrete di fronte a voi, sconfinate, le campagne provenzali: una pennellata color pervinca, nel periodo di massima fioritura della lavanda.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

sabato 10 maggio 2014

Pavonidea. La mia nuova collaborazione d'eccellenza


Torno da voi dopo un altro seppur breve periodo di latitanza: purtroppo è così che funziona per chi spesso e volentieri passa 12 ore fuori casa e si trova tristemente a scoprire quale sia la reale difficoltà del gioco incastro Montessori: nella vita di chi lavora, non è solo una questione di logica ma è una questione di testa, di tempo e di energia.
Tuttavia, è pur sempre bello tornare da voi e soprattutto avere qualcosa di bello da raccontare e da condividere con chi ha il piacere di leggere.
Per quanto mi riguarda, è una grande soddisfazione venire premiati da aziende di un certo calibro con una richiesta di avviare una collaborazione. Quando poi si tratta di aziende della mia terra, della mia regione e della mia zona, allora il cuore tracima di puro orgoglio.
E' la volta di Pavoni Italia, che mi ha scelta come ambasciatrice del suo marchio e mi ha fatto omaggio di tutta una serie di prodotti, graziosi nella forma e di grande utilità. Prodotti con un design irresistibile, che ho cominciato ad utilizzare fin dal primo istante in cui li ho avuti tra le mani.
Quindi rimanente sintonizzati su questa rete, poiché a brevissimo partirà una carrellata delle ricette elaborate in collaborazione con questa azienda.

venerdì 25 aprile 2014

Muffin salati con buche de chèvre, cipolla rossa di Tropea caramellata e semi di papavero

Si prosegue con la messa a punto della zona living e gardening estiva alla "Magione delle Anfrostole".
Nella mia terrazza sono arrivate le prime erbe aromatiche ed officinali, di cui avrò cura come ne avrei di un figlio e che mi saranno utilissime nella realizzazione di piatti un po' speciali e intensamente profumati.
Io ed il mio pollice con tendenza green diamo il benvenuto all'erba cipollina e al timo limoncino, alla borragine e all'elicriso liquirizia.
E naturalmente piovono lanterne, a ricreare ambientazioni che siano shabby e romantiche, a creare un clima disteso e rilassato e a fare da splendida cornice ai miei piatti.
A cominciare da questi deliziosi muffin salati che ho preparato per la gioia della mia famiglia il giorno di Pasqua.
Tra gli ingredienti chiave prescelti, il buche de chèvre, un formaggio caprino tipicamente francese, per il quale io stravedo e che tradizionalmente viene servito nella famosa salade au chèvre chaud.
Si prosegue con la golosissima cipolla rossa di Tropea caramellata con zucchero di canna integrale ed aceto balsamico tradizionale di Modena, per concludere con una spolverata di semi di papavero.
Per grandi e piccoli appetiti: la richiesta della doppia razione è assolutamente garantita.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

mercoledì 23 aprile 2014

Caserecce integrali ricettate alla carrettiera con buzzonaglia di tonnetto del Mediterraneo, peperone, uvetta, pinoli e olive taggiasche

In collaborazione con GreenGate
Alla "Magione delle Anfrostole" - questo è il nome di battesimo della mia umile dimora - è stato ufficialmente inaugurato l'estivo. Per ora abbiamo preso un tavolino e delle sedie in legno, ma già prefiguro lanterne come se piovesse, una base per rampicanti (adoro il gelsomino), una fioriera con della lavanda e, naturalmente, l'angolo delle erbe aromatiche ed officinali, a cui attingere per portare in tavola piatti dal profumo unico ed intenso.
E porterò i profumi e i colori dell'estate anche nella mia proposta di oggi. Questa ricetta nasce in collaborazione con Campisi, una storica azienda siciliana che trasforma le materie prime del territorio - sia i prodotti ittici, che quelli della terra - in meravigliosi paté e conserve.
L'ingrediente chiave che ho scelto di utilizzare per la realizzazione del mio piatto è la buzzonaglia di tonno rosso Campisi. Ho ritenuto fosse importante creare un piatto che non stravolgesse la natura del prodotto, eccellente già in purezza, con le sue carni magre e saporite. 
Pensando alla Sicilia, mi viene subito in mente uno dei piatti della tradizione: i classici spaghetti alla carrettiera, conditi con olio, aglio crudo, pepe e pecorino grattuggiato. Questo piatto deve le sue origini agli antichi carrettieri che non sapevano rinunciare alla pasta pur essendo degli itineranti, che dovevano però prepararla con ingredienti di facile conservazione. La cucina dei nostri tempi ha proposto un'evoluzione di questo piatto tipico, proponendone varianti arricchite con tonno, funghi, pancetta, pomodoro, etc. etc.
Questa è la mia personale rivisitazione, un piatto da gustare tiepido o freddo, che metta in luce il prodotto principe fornito da Campisi e renda omaggio ai profumi e ai colori della Sicilia. Garantito: una gioia per gli occhi e per il palato.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

mercoledì 16 aprile 2014

In profumo di santità. Risotto "Monza e Brianza" con luganega, formaggini di Montevecchia, rosmarino delle terrazze e birra San Dalmazzo

Torno dopo essermi eclissata per qualche giorno, sono fatta così: quando c'è qualcosa che non va, che mi tedia, che mi disturba a volte perdo la bussola ed altre l'ispirazione.
Ma eccomi qui, ora quasi dimentica del fatto che la situazione al lavoro non è distesa come vorrei e che a casa c'è sempre da tribulare per qualche imprevisto tecnico.
"Cosa vuoi che sia? Passa tutto quanto, solo un po' di tempo e ci riderai su". E questo lo dice anche il più grande paroliere al mondo, il buon vecchio Liga: lui che mi accompagna sempre con la sua saggezza melodica, quando sono un po' abbacchiata e giù di tono.
Premesse sconfortanti a parte, profili e risvolti positivi ce ne sono sempre e parecchi: la convivenza con occhi di lapis procede a meraviglia e, il fatto che ci siano delle difficoltà e qualche intoppo nella vita di ogni giorno, mette continuamente alla prova la solidità della nostra coppia: si sta bene, ci si ama e ci si sostiene sempre.
Poi vedi le amiche di sempre e le nuove amiche con questi meravigliosi bimbi tra le braccia e cominci anche tu, timidamente, ad accarezzare l'idea di avere tra le braccia il frutto del tuo di amore. Solo l'idea, per il momento.
E allora, per tirare su il morale propongo oggi questo risottino che è l'emblema della monzesità e, nel contempo, della "Vecchia Brianza": l'ennesimo omaggio ai luoghi che hanno visto i miei Natali. Buono, buono vero: con la cremosità dei formaggini freschi e la nota aromatica del rosmarino delle terrazze di Montevecchia; il gusto erbaceo ma leggermente amarognolo della birra, corretto con il sapiente utilizzo del miele di castagno bio; completato con la chicca golosa della luganega spadellata, tipica della zona del monzese.
Un profumo intenso, che si sprigiona e che rapisce, portando dritto ora in cima al santuario di Montevecchia, che domina la Brianza tutta; ora di fronte a quel masterpiece che è il Duomo di Monza, ove si fondono architettura, storia e tradizione del luogo. In entrambi i casi, in profumo di santità.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

venerdì 4 aprile 2014

Happy-Hour in stile "Vecchia Brianza". Schiacciate alla birra stout e semi vari

Non ci crederete. Anzi, sono io la prima a non crederci: abbiamo prenotato le vacanze e dal 20/06 al 27/06 saremo a Karpathos, una delle isole dell'arcipelago del Dodecaneso, in Grecia.
La Grecia che non delude mai: la nostra Grecia sarà intimista, un po' introspettiva. Infatti, abbiamo scelto per le nostre vacanze un piccolo hotel in stile cicladico, molto spartano, nulla di pretenzioso, isolato dal mondo e direttamente in riva al mare, sulla spiaggia di Damatria. Tutto questo per staccare finalmente la spina e fare tabula rasa: far, far away; lontano dalla frenesia, dalle preoccupazioni e dagli stati d'ansia che qua ci inseguono giornalmente e ci opprimono. 
Prima di convincerci che questa sarebbe stata per noi l'opzione migliore, abbiamo letto una valanga di recensioni, tutte molto positive. Tra tutte, la più simpatica citava "Il fatto che sia vagamente sgarruppato aggiunge fascino". Esattamente com'è nel nostro stile: noi a cui piacciono le cose semplici; noi che vogliamo calarci completamente in una realtà diversa dal nostro quotidiano, nella sua tipicità e nelle sue tradizioni; noi che vogliamo davvero entrare nel vivo della nostra vacanza ellenica.
E, sempre per rimanere in tema food, si vocifera che la figlia della padrona dell'hotel - questa fantomatica Anna - sia riuscita a classificarsi alla quinta posizione nell'ultima edizione di Masterchef Grecia. Quindi, è molto probabile che anche le nostre papille gustative ivi trovino pieno sollazzo; saremo viziati e coccolati dalla buona cucina locale e da una che, presumibilmente, di cucina dovrebbe saperne qualcosa. Speriamo solo di non partire come "Coniugi Six Pack", per tornare come "Coniugi Botero"!
E allora allacciate le cinture perché, cavalcando l'onda dell'entuasiasmo, a breve partirò con una serie di proposte in stile ellenico o magari addirittura karpathiano.
Nel mentre, "accontentatevi" della proposta di oggi, in puro stile "Vecchia Brianza". Davvero ottime queste schiacciate semi-integrali, realizzate con un mix di farine (integrale, di catagne e tipo 00) ed un mix di semi vari (di zucca e girasole, di lino e sesamo): buone, croccanti ed arricchite con una birra stout di alto livello e del miele di castagno bio.
Per ricreare un aperitivo che fosse di rimando alla mia tanto amata terra d'origine, ho abbinato queste deliziose schiacciate homemade - perché fatto in casa è più buono - alla birra di cui accennato sopra e ai famosissimi formaggini di Montevecchia: un capitolo a parte, già trattato diversi post fa. Per un aperitivo così, gli amici vi saranno grati ad infinitum.
Vi presento così la mia seconda ricetta realizzata in collaborazione con il micro-birrificio Menaresta: una collaborazione a tutta birra e a km 0.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!