sabato 28 giugno 2014

Impressionismo in cucina. E' la mia quiche "biodinamica" con fiori di zucca, zucchine e primosale

Che effetto fa sedersi davanti a un monitor dopo aver avuto per una settimana davanti ai tuoi occhi nient'altro che blu, intenso e sconfinato: le sensazioni che pervadono sono quelle di mestizia e melanconia. Il soggiorno a Karpathos è stato qualcosa ben più che piacevole: ci sono quei posti, quei paesaggi, quelle persone che ti entrano dentro e davvero non te li puoi scordare più. Ma appena avrò un po' di tempo, vorrei fare un post dedicato a quello che ho visto, a quello che ho vissuto, a quello che ho imparato di questa indimenticabile isola del Dodecaneso.
Ora sarà bene invece che mi occupi del mio pesante arretrato: ci sono ancora quelle famose anticipazioni che avete avuto ormai settimane fa - per quelli che di voi mi seguono su Instagram - che attendono di essere pubblicate e a ragion veduta.
La prima di queste ricette della vergogna è quella che mi è venuto spontaneo associare ad uno splendido dipinto di Monet, "I papaveri". Ed è così che ho voluto suggellare il legame stretto tra cucina e arte, efficacissimi mezzi di comunicazione e di espressione di sé.
I miei giochi di nuances e le mie pennellate vibranti sono date date da un croccante guscio di pasta sfoglia e da una semplice quiche realizzata con pochi e semplici ingredienti: il verde brillante delle zucchine e del basilico fresco, l'ocra intenso dei fiori di zucca ed il candore latteo di un formaggio un po' particolare, un primosalino biodinamico. Ed i papaveri li abbiamo per davvero.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

mercoledì 18 giugno 2014

Di ispirazione hispano-moresca. E' il mio gazpacho di anguria baby, con pomodoro cuore di bue, peperone rosso e primosale

Prima di abbandonarvi - l'ammutinamento e l'insubordinazione dureranno, ahimè, una settimana soltanto - non posso lasciarvi senza qualche idea anti-caldo ed una ricettina light, in vista della prova-costume.
Sono super entusiasta, eccitata, galvanizzata all'idea della partenza: divorata dalla brama di affondare i piedi nella sabbia, di farmi baciare dal sole, di farmi cullare dal rumore della risacca sulla battigia.
E naturalmente sono desiderosa di apprendere, di arricchire il mio bagaglio culturale con tutto ciò che c'è da sapere sulle tradizioni e la cultura eno-gastronomica karpathiana.
Oggi per voi ho in serbo la ricetta di una zuppa fredda, un gazpacho a base di anguria, cetriolo, cipollotto fresco, pomodoro e peperone rosso arrostito. Una buona dose di peperoncino rosso piccante, qualche cubetto di formaggio primosale e un filo d'olio EVO a completare il piatto.
Una proposta davvero molto interessante, tutta vegetale, dalle proprietà detox e davvero molto, molto buona.
Travolta da questa voglia improvvisa di ricette leggere e a tutta freschezza, vi lascio anche un link di rimando alla ricetta pubblicata la scorsa estate di un meraviglioso, quanto insolito gazpacho al melone, con peperone giallo ed agrumi, aromatizzato con pepe di Cayenna e servito con feta greca.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

venerdì 13 giugno 2014

Di ispirazione greco-romana. Sono i mei mini-strudel di pasta phyllo, con ripieno di ciauscolo e patate

Prendersi una settimana sabbatica dalla vita frenetica di tutti i giorni? Ancora non s'ha da fare.
Dovrò aspettare ancora 7 lunghissimi giorni, prima d'aver scritto t'amo sulla sabbia.
Bisognerà stringere i denti ed attendere fiduciosi anche se, a questo punto, la stanchezza si sta davvero facendo sentire: tutti i giorni e a tutte le ore. Pertanto, un ringraziamento va a chi mi dà il sostegno necessario a raggiungere la meta e i miei obiettivi: un doveroso grazie va a mammà per le iniezioni di grinta ed un ringraziamento speciale va a Stefano, che con me divide le gioie e le sventure di questa vita.
Cerchiamo allora di trattarci bene a tavola, proponendo cibi sfiziosi ma di veloce e facile esecuzione.
Per rimanere in tema con la mia - ormai prossima - vacanza ellenica, oggi vi propongo un piatto d'ispirazione greco-romana.
Dalla Grecia vi porto la pasta phyllo, molto utilizzata nella nella preparazione dei rustici (come Sarikopitakia e Tiropotakia) e una mia particolarissima versione dello tzatziki: una salsina con yogurt greco e cetriolo, ma reso ancor più rinfrescante dall'utilizzo della mela verde, del lime, del basilico e della menta piperita. Questi ultimi due ingredienti, a km 0, direttamente dal mio orticello.
Dal Sacro Romano Impero, vi porto invece il ripieno dei miei mini-strudel: con patate, ciauscolo, timo e abbondante pepe.
Il ciauscolo, altrimenti detto spalmarello, è un insaccato, tipico della regione Marche: una pasta di salame, morbida e spalmabile, molto saporita. Buonissimo in purezza; a mio avviso, il meglio di se lo dà in cottura.
Come l'ho avuto? Le Marche non stanno proprio dietro casa, ma dovete sarpere che i miei adorati suoceri sono camperisti nel sangue e con il loro potente mezzo hanno girato l'Italia e l'Europa in lungo e in largo. Ogni anno, la regione Marche rappresenta per loro una tappa quasi obbligata e, su mia indicazione, di ritorno da un viaggio mi hanno portato come souvenir gastronomico questa bontà.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

mercoledì 11 giugno 2014

Piccole bontà di ispirazione naturalistica. Savarin alla ricotta di bufala, con paprika dolce, confettura di pomodori gialli, granella di pistacchio e lavandula officinalis

Vi scrivo stanca ma rilassata, dopo quel che è stato un bellissimo weekend di full immersion nello sport e nella natura. Una Domenica ciclistica - da 50km nelle gambe - conclusasi in bellezza con uno stacco ed una volata finale su una bella pendenza. Un vero toccasana per il corpo e per la testa.
Trovare un punto di fusione tra l'essere una sportiva e una food blogger è possibile: da questa bella gita fuoriporta, con una breve sosta ad un antico mulino,  sono riuscita a rientrare alla base con un favoloso miele al tiglio, perfettamente cristallizzato, dal gusto leggermente balsamico.
Permeata come sono dalla gioia e dalla positivtà infuse da questo meraviglioso fine settimana, non posso che lasciarvi una ricetta di ispirazione naturalistica, che ho realizzato utilizzando il mio nuovo stampo 6 porzioni Pavoni, creato ad hoc per la realizzazione dei savarin.
Come con pochi e semplici ingredienti, con pochi e semplici gesti, sia possibile realizzare qualcosa di buonissimo e di molto scenografico: alla base la morbidezza del pane per tramezzini, appena tostato e l'avvolgenza della ricotta di bufala al forno; con la nota speziata della paprika, quella agrodolce della confettura di pomodori gialli e quella croccante della granella di pistacchio di Bronte. Il coup de théatre: i fiori eduli, di lavandula officinalis, con il loro delicato profumo ed i loro splendido color pervinca.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

lunedì 9 giugno 2014

Gelo d'anguria ed infusione di speranza

In collaborazione con GreenGate
Questa food blogger non è solo una che in cucina ne fa di cotte e di crude. Questa food blogger è anche una persona estremamente sensibile e riflessiva. E' una persona capace di ricondurre ogni cosa, persino quella che ha nel piatto, ad un momento particolare o ad una persona specifica: che sia per similitudine o per contrasto.
Questo dolce, così delicato e sofisticato al tempo stesso, mi rimanda ed è dedicato a due persone meravigliose, che fanno parte della mia vita e che stanno vivendo un momento particolarmente difficile. Loro sono mamma e figlia: la mamma è una donna bella, forte e determinata; la figlia è un bocciolo di rosa, eterea e fragile. 
In tutti questi mesi sono stata loro vicina come ho potuto, per l'affetto nutrito verso questa famiglia splendida e assolutamente non convenzionale; comprendendo il loro bisogno di avere un sostegno da parte di persone in cui avere piena fiducia: una rarità di questi tempi, come un quadrifoglio in un campo di gramigna.
Confesso di essermelo chiesta tante, davvero tante volte: perché affidare sempre a persone tanto belle un fardello così pesante? Un'ingustizia. Poi ho capito che altri, per debolezza o incapacità di reagire, si sarebbero arresi molto prima. Invece loro hanno fatto e ancora continuano a fare tutto il possibile, senza battere ciglio, con l'accanimento di chi ama una persona al di là di ogni cosa. Umanamente un esempio e un modello da seguire, per tutti.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

sabato 7 giugno 2014

Spaghetto Quadrato in crema di ricotta di bufala, pomodoro ciliegino secco e zeste di limone

Prima di dare il via a quello che per me sarà un bel weekend di dinamismo sportivo, volevo lascarvi con una nuova idea per uno spaghetto di mezzanotte - rigorosamente quadrato - furbo, veloce e buonissimo.
Di Spaghetto Quadrato si parla perché sarebbe bello rendervi partecipi di una mia grande soddisfazione: qualche tempo fa presi parte al contest indetto da Pasta La Molisana, "I love Spaghetto Quadrato". Ebbene, il nome di battesimo della sottoscritta campeggia tra quello dei vincitori per la categoria "Veggie".
Sì, l'Angolo delle Ghiottonerie con la sua ricetta dello "Spaghetto Quadrato Hanami con fiori di zucca, pesto di zucchine, menta e lime" sarà protagonista insieme ad altre ricette nell'e-book dedicato allo Spaghetto Quadrato. A presidiare la giuria per la categoria in cui concorrevo Nicola Fossaceca, chef rivelazione del ristorante "Al Metrò" di San Salvo Marina. Per saperne di più, andate a sbirciare nella mia pagina "O per Orgoglio, V per Vittoria".
In omaggio a chi mi ha premiata, per festeggiare questa vittoria e quella che per me è stata una grandissima emozione, una ricetta di assoluta semplicità ma di grande effetto: una crema avvolgente alla ricotta di bufala e pomodoro ciliegino secco, un pizzico di fleur de sel aromatizzato alle olive Kalamata e una pioggia di zeste di limone. Null'altro.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

giovedì 5 giugno 2014

Timballino di anelletti siciliani alla norma (ricetta light)


Salutato anche Maggio diamo il benvenuto a questo timido Giugno. Timido perché il clima non è ancora propriamente estivo ma, nonostante il tempo sia instabile, i fiori sbocciano, i giardini e le terrazze sono un tripudio di colore e celebrano la vita.
Con questa tavolozza di colori sgargianti e in questo mood prossimo all'estate e allo sfoggio delle infradito, della canotta e degli shorts, non posso che mettermi all'opera per produrre piccoli sfizi da mangiare rigorosamente all'aperto, dove godere della bellezza della natura e fare quattro chiacchere in serenità.
Nasce così l'idea di rivisitare due grandi classici: la pasta alla norma, da un lato e dall'altro il timballo di anelletti alla palermitana. Occasione buona per utilizzare per la prima volta il mio nuovo stampo a semi-sfera: galvanizzata alla sola idea.
Una rivisitazione che non va ad incidere troppo sull'ago della bilancia: mini la porzione e notevolmente ridotte le calorie. Di fatto, ho scelto la via salutista decidendo di non friggere la melanzana. Questa scelta è legata sia ad una questione di linea, di salute, ma anche di gusto: il fritto, a mio avviso, rende il gusto piatto; trovo sia pesante e poco digeribile.
Una ricetta semplice e leggera, ma indubbiamente di gran sapore: dolce è il nettare dei datterini e persistente è il gusto dello scalogno. Vengono poi la nota piccante del peperoncino, quella sapida della cacioricotta e, infine, quella caparbia ed intensamente aromatica del basilico, direttamente dal mio orto delle erbe officinali.
Una ricetta che vuole rendere omaggio a due grandi aziende: la Campisi, leader nella trasformazione dei prodotti della terra e del mare; la Pavoni, leader tra i produttori degli stampi in silicone ed utensili da cucina.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!