martedì 24 febbraio 2015

Zuppa marchigiana di cicerchie, castagne e porcini, in crosta di sfoglia e Ungheresi ai semi vari

Oggi si parla di sapori del passato e di viaggi.
Oggi si parla di cicerchie: un legume tipico della regione Marche, Abruzzo e Molise. Non un qualsiasi legume, ma il più antico tra i legumi: conosciuto già nell'Antico Egitto, dove veniva impiegato nella produzione di pani e semplici zuppe.
Le mie cicerchie, da agricoltura biodinamica, arrivano da Colmurano: quel lembo di terra tra la Riviera del Conero e il parco nazionale dei Monti Sibillini, dove poter rimirare le costellazioni del ciauscolo e del vin cotto.
La regione Marche è stata meta delle mie vacanze estive lo scorso Agosto e mi ha fatta innamorare di se con il suo bellissimo entroterra tutto verdi colline, secolari uliveti, sterminati vigneti e campi di girasole a perdita d'occhio.
Una regione poco presa d'assalto dai turisti, ma che ha davvero un grandissimo patrimonio da offrire - soprattutto nell'entroterra - in termini di cultura, eventi ed enogastronomia.
La ricetta di oggi è indubbiamente salutare e nel contempo sfiziosa: la zuppa di cicerchie, castagne e porcini è molto saporita e sostanziosa, come lo sono tutte le preparazioni iperproteiche a base di legumi.
Ed è resa ancor più ghiotta da una crosta di sfoglia, sormontata da una guarnizione che ricorda i miei tanto amati cristalli di galaverna.
Aggiungo anche qualche piccolo suggerimento su come riciclare gli avanzi di sfoglia, con i miei Ungheresi ai semi vari.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

lunedì 23 febbraio 2015

In a jar. Pannacotta alla vaniglia con pralinato alle mandorle, nocciole Piemonte IGP e lavanda

Secondo capitolo "Langhe", che fa da seguito alla mia torta gluten-free alla nocciola del Piemonte IGP.
Perché dalle Langhe non puoi tornare senza aver assaggiato la bontà sublime della pannacotta, del bonet e di molte altre specialità locali.
A' La Cantinetta di Barolo si è mangiato divinamente ma purtroppo ho fallito nel tentativo di far cinguettare lo staff, per carpire i segreti che stanno dietro alla delicatezza e al sapore di questo meraviglioso dolce tipico.
A volte si crea dal nulla una giusta empatia che porta ad un proficuo scambio di consigli, suggerimenti e piccoli accorgimenti; delle volte no. In generale, c'è chi ha quell'atteggiamento poco incline alla condivisione e chi si sente defraudato alla sola idea che qualcuno possa venire a conoscenza dei trucchi del mestiere fatti propri.
Al di là di questo, le ispirazioni vengono comunque da là fuori; dalle esperienze che mettono in gioco tutti e cinque i sensi, facendo rodare le papille gustative, aguzzando la vista e lavorando d'ingegno. Per poi rivisitare e dare un tocco personale: prendere spunti, fare taglio e cucito ed improvvisare è quello che una cyber-cuoca si desume debba saper fare.
Nasce così la splendida idea di questa pannacotta alla vaniglia, servita in verrina con un golosissimo pralinato di mandorle, nocciole e lavanda. Lasciatemi dire: una gioia per gli occhi ed anche per il palato.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

giovedì 19 febbraio 2015

Panzanella invernale

Chi non ama la panzanella? La panzanella è un grande classico estivo, tipico della regione Toscana. Un piatto che ben si presta ad essere servito come antipasto o addirittura come piatto unico, quando in estate l'appetito viene meno e cresce la voglia di piatti rinfrescanti ed insalate miste di stagione.
Così, oggi mi permetto di presentarvi questo piatto molto semplice, che ormai è diventato un classico nella mia cucina: la rivisitazione di stagione della panzanella, accompagnata da una salsa molto speciale. Perché nulla vieta di servire deliziose insalate, anche quando fuori piove.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

mercoledì 18 febbraio 2015

Radiant fusion. Radiant orchid ramen con patata viola, cavolo cappuccio e cipolla rossa di Tropea

Amo ogni forma d'arte e d'espressione.
Amo il colore e il mio guardaroba è rigorosamente catalogato per colori e tipologie di tessuto.
A modo mio, amo anche la moda, in un caleidoscopio mix di stili e perversioni.
Subisco implacabilmente il fascino del vintage, di ciò che viene usurato dal tempo e che, pertanto, ha una storia da raccontare. Adoro i classici intramontabili: perle e chicche senza tempo. E nello stesso modo, apprezzo quei pezzi che abbiano un'allure moderna, con quel fascino dettato e scritto dai concetti di minimalismo, geometria e pulizia delle forme.
E con la moda spesso è così che va: quando gli entusiasmi smontano, allora io mi avvicino e prendo in considerazione la cosa.
Così, con il classico ritardo che mi contraddistingue, mi sono perdutamente innamorata di questo colore, che non mi vedrei mai indosso, ma che vedo benissimo come protagonista dei miei miei piatti. Da qui nasce l'idea di un piatto fusion, declinato nelle gentili nuances del pervinca e del lillà, con un nettissimo rimando al pantone più in voga del 2014: il "Radiant Orchid". Per chi non lo sapesse o a chi dovesse interessare, il "Marsala" - sì, come l'omonimo vino dolce e liquoroso - è il colore dell'anno.
Effettivamente, la prima volta che ho assaggiato il ramen è stato lo scorso anno: il locale forse più famoso di Milano, dove poter degustare questi noodles in brodo, è Casa Ramen. Si tratta di un locale molto piccolo, dove vengono servite queste tazze fumanti di noodles in brodo, con carne, uova e verdura, secondo i propri gusti.
Sarò molto onesta: io, personalmente, non mi sono strappata i capelli mangiandolo, più che per una questione di digeribilità, che per il gusto. Infatti, il brodo nel quale i noodles vengono tuffati è davvero molto sapido e corposo.
Ma l'idea di fondo resta molto buona e io ne ho preso ispirazione per prepararne una versione casalinga, saporita ma digeribile, 100% vegetariana e con un tocco fashion-orientale ma con prodotti ortofrutticoli di casa.
E fu così che, dopo le tanto blasonate 50 sfumature di grigio, vennero le mie 50 sfumature di viola.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

martedì 17 febbraio 2015

Monocromo e stelle filanti per il mio Martedì Grasso. Risotto in viola con pesto di cavolo cappuccio, cipolla rossa di Tropea e caciocavallo silano

Pareva appena ieri Natale ed oggi è già Carnevale. Domani probabilmente sarà Ferragosto.
Se penso che da pubblicare - ma prima ancora, da scrivere - avrei ricette che risalgono alla scorsa estate, mi metto le mani nei capelli.
E allora mi dò una calmata, pensando che già metà del lavoro è fatto per la bella stagione, ormai quasi alle porte. E che, dopotutto, questo non è un lavoro ma un piacere.
Cambiando completamente argomento, quando capita di uscire a cena, una delle cose che davvero mi indispongono parecchio è leggere dal menù à la carte "Risotto Vattelappesca - min. 2 persone".  E per sfregio a quella che è una convenzione ormai consolidata - ora che se ne presenta l'occasione - voglio cucinare un buon risotto solo e soltanto per me, medesima.
Deliri-non-onirici a parte, oggi che è Martedì Grasso vi presento un risottino speciale, che sono certa apprezzerete per gusto e pantone. Incredibilmente piacevole con la dolcezza del pesto vegetale di cavolo cappuccio viola e cipolla rossa di Tropea, la cremosità del caciocavallo silano usato in fase di mantecatura e, di fondo, il sapore indescrivibile dell'aceto balsamico.
Sapete che amo poco il dolce e per nulla il fritto. Pertanto, dico no a frappe e frittelle. Ma dico sì ad un Carnevale interpretato in maniera personale, ricco di colore e di (buon)gusto.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

sabato 14 febbraio 2015

Una Domenica italiana. E' il mio risotto allo squaquerone di Romagna DOP, con pesto di rucola e pomodorini confit

Era da un po' che non preparavo uno di quei piatti che per me fanno subito casa e Domenica italiana: il risotto.
E quel che ci si aspetta da una persona che abbia le stesse mie origini è la preparazione di un risotto perfetto, tecnicamente ben riuscito, con il plus della creatività.
Obiettivo raggiunto: il risultato è stato un buon risotto, ricco e cremoso al punto giusto, grazie all'utilizzo dello squaquerone di Romagna DOP: ancora una eccellenza italiana. E reso particolare da un brodo profumato, con una nota agrumata e speziata.
Il gusto neutro dello squaquerone viene perfettamente bilanciato dal concentrato di sapore proprio della guarnizione: la nota appena piccante del pesto di rucola e la sapidità dei pomodorini confit.
Una spirale di saporosità che auspicherebbe il rimando ai piatti di Davide Oldani: un maestro di umiltà, estro e di grandissima tecnica.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

venerdì 13 febbraio 2015

Coccolami-su: il mio Tiramisù al cocco, crema di limoncello e lamponi per la Festa degli Innamorati

Questo dolce al cucchiaio non è che la pura espressione della tenerezza e della passione. Insomma, quei requisiti indispensabili perché il livello di affiatamento sia sempre molto alto all'interno di una coppia.
Un dolce che voglio dedicare al mio Valentino, che da tempo immemore mi sta accanto in maniera insuperabile. Soprattutto ora che sto attraversando un momento di transizione, di scelte imposte, di bivi e grossi punti di domanda.
Un dolce che, allo stesso tempo, voglio dedicare anche ad una community di cui vi ho già parlato in passato e che ho ampiamente e caldamente sponsorizzato, perché per me ha fatto molto: quella de Le Instamamme. Un soffice pensiero per tutte quelle mamme innamorate dei propri figli e dei propri compagni di vita, come lo sono io oggi.
Un dolce che mi ha dato davvero molta soddisfazione per il superbo gioco dei contrasti. Ove la nota acidula del lampone ha una doppia valenza: ora sgrassa, pulisce e rinfresca il palato dalla voluttà della crema tiramisù; ora contrasta la dolcezza della bagna al latte di cocco.
Onde evitare un effetto che risultasse stucchevole, ho arricchito la bagna con qualche cucchiaino di crema di limoncello, rigorosamente homemade: mi piace molto la combo cocco ed agrumi.
Preparatelo anche voi, per sorprendere la vostra metà della mela. E non dimenticate di sottolineare che voi amate.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

venerdì 6 febbraio 2015

Sformatino senapato di lenticchie di Castelluccio su letto di indivia belga caramellata, porro e scorza d'arancia

Un piatto che può essere servito come sostanzioso antipasto ma che, per l'apporto proteico, mi fa subito pensare ad un secondo.
Un piatto che dà sazietà, senza appesantire ed incidere sull'impietoso ago della bilancia.
Un piatto dal sapore particolare, che unisce il salato, l'agro ed il dolce.
Un piatto fit, diverso dal solito, per proseguire con i buoni propositi per questo 2015, con un occhio di riguardo alla salute e ad una linea impeccabile.
Abbiamo dei prodotti di nicchia che ne escono valorizzati: lo sformatino di lenticchie di Castelluccio viene infatti insaporito con della senape di Dijon e si sposa perfettamente con l'indivia belga caramellata.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

martedì 3 febbraio 2015

Tartellette di sfoglia con stracchino, pancetta piacentina ed indivia belga caramellata

In canna ho ancora qualche cartuccia da sparare, di quelle che portano con se tutto il brio delle feste passate, ma che ben si adattano a molteplici occasioni della vita quotidiana: c'è sempre un buon motivo per festeggiare, per essere felici e per apprezzare le cose belle di questa vita. Anche quando il cielo non è terso e l'orizzonte è poco nitido.
Quest'anno a Capodanno siamo stati a casa di amici che da poco hanno avuto una bambina e, perché il peso della serata non gravasse interamente sulle spalle dei padroni di casa, abbiamo deciso di spartirci i compiti. La collaborazione ha dato i suoi frutti e la regia è stata impeccabile: nulla è andato sprecato, da tanto era buono.
Queste sfiziose tartellette sono nate proprio così e sono state proposte in due varianti da leccarsi i baffi, con un comune denominatore: un formaggio cremoso e delle verdure caramellate.
Ancora una volta una proposta semplice e ancora una volta una proposta che combina il dolce con il salato: sapori gentili ed intensi, ben combinati, alla ricerca di un perfetto bilanciamento del gusto.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!