sabato 29 novembre 2014

Sogno di una notte di Mezz'Autunno. Lasagna bianca con radicchio di Chioggia, porcini e taleggio

Lo dico sempre e non mi stancherò mai di ripeterlo: mi piace cucinare per le persone del cuore e per coloro che animano la mia vita. Questa, a mio modesto avviso, è la cosa più bella della cucina: il cibo avvicina le persone, le raduna tutte attorno ad una tavola, così da creare dei piacevoli momenti di condivisione e raccoglimento, confidenza, empatia.
Il tempo per se è sempre poco a disposizione ed impone di essere selettivi: mi aggrappo con tutte le forze all'idea di far fruttare il tempo libero, tanto risicato, per fare quel che mi piace davvero e stare con chi mi piace davvero. Ossia quelle persone che hanno un dono: quello di non essere avide, ma prodighe nei sentimenti.
Questa volta a cena abbiamo Gigi, un caro amico - nonché esimio collega di Stefano - e Annalisa, sua moglie, che aspetta un bebè. Due ragazzi simpaticissimi, che è stato davvero un piacere avere ospiti nella nostra casa. Per loro ho pensato ad una cena a tema e la scelta è ricaduta sulle meraviglie offerte dalla mezza stagione.
Madrigale d'Autunno: il tema. A metà tra poesia, sogno e realtà.
Tra le varie portate, il primo piatto ha suscitato grandi proseliti: una lasagna ricca, cremosa e consistente con besciamella e taleggio; con la nota vegetale e leggermente amarognola del radicchio e, inconfondibile, il profumo dei porcini.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

giovedì 27 novembre 2014

Sfogliatine salate con mela Annurca, pecorino toscano e bacon croccante

In collaborazione con GreenGate
Dalla mela avvelenata, quella delle fiabe, passando dalla mela del peccato originale, per arrivare alla proverbiale massima "Una mela al giorno, toglie il medico di torno".
Così è la mela, questa conosciuta, anche fin troppo bene: ho recentemente riscoperto questo frutto, che ho sempre trovato un po' noioso, cominciando a guardarlo con occhi diversi. Gli occhi di chi vorrebbe sperimentare nuovi accostamenti, per dare alla mela una nuova veste, drappeggiata in maniera sartoriale.
Nascono così queste sfogliatine salate, che possono risolvere in maniera intelligente un buffet o un aperitivo tra amici. Ancora una volta un frutto in abbinamento ad un formaggio dalla pasta grassa e saporita e ad un salume particolarmente sapido. Calde e fragranti, deliziose e croccanti: semplicemente irresistibili.
Su WoMomS potrete trovare anche la corrispettiva versione per coloro che amano il dolce: una nuova ricetta firmata L'Angolo delle Ghiottonerie.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

lunedì 17 novembre 2014

Dalle Langhe con amore. E' la mia gluten-free hazelnut cake

In collaborazione con GreenGate
Dalle Langhe con amore. Che dalle Langhe non si può tornare senza aver dato fondo alle finanze, aver riempito la dispensa e la cantina d'ogni ben di Dio ed aver arricchito il proprio bagaglio di esperienza, per quanto concerne il meraviglioso mondo dell'enogastronomia.
Poiché nelle Langhe basta far tappa in una delle tante cantine sparse nei dintorni di Barolo; in un ristorantino di quelli tipici e senza troppe pretese, di quelli che badano alla sostanza e alla messa in luce delle tradizioni del luogo o, ancora, in un piccolo mercato rionale. Basta questo per mettere in moto tutti i sensi: caleidoscopico è lo scenario che va palesandosi, in un pout-pourri di colori vividi, profumi inebrianti e sapori decisi.
Quello che oggi ho pensato di proporvi è solo uno dei tanti souvenir di questo splendido weekend fuoriporta, di cui poi vi racconterò uno di questi giorni. Un souvenir che mi è rimasto nel cuore, tanto da decidere di replicarlo e riproporvelo.
Un torta golosa e semplice negli ingredienti, ideale a colazione e all'ora del tè: con nocciole, acquistate in loco, uova e un poco di zucchero.
Una ricetta che non prevede l'utilizzo di farina e che, per tal motivo, si rende particolarmente adatta a chi soffre di intolleranze al glutine, come a chi semplicemente vorrebbe concedersi un dolce sfizio.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

martedì 11 novembre 2014

Per la rubrica "Oggi spadello con...". Soupe aux trois oignons, gratinata allo Chèvre e timo

In collaborazione con GreenGate
Demonizzate per le lacrime che costringono a versare quando le si affetta, perché considerate poco digeribili e per questioni di freschezza dell'alito post-abbuffata.
Eppure, misurando le dosi ed adottando qualche piccolo accorgimento, il risultato sarà di una delicatezza e di una digeribilità senza precedenti.
La zuppa di cipolle è per me uno dei piatti del cuore, un piatto che mi ha insegnato a cucinare la mamma di Stefano, il mio compagno perfetto. In buona sostanza, la mia seconda mamma. Anna è una persona meravigliosa, di cuore e con un talento naturale per la cucina, anche creativa.
Cose che si tramandano. Lei l'ha insegnato a me, alla stessa maniera in cui è stato insegnato a lei da amici toscani.
Ma voi sapete che io non mi fermo, non m'accontento e una volta impadronita delle tecniche, dei tempi e delle modalità di cottura, io faccio di testa mia e, spesso, quel che ne risulta è più che apprezzabile.
Ed è proprio questo il caso in cui le mie mani hanno dato corpo a qualcosa di più che apprezzabile. Cipolla rossa, cipolla bianca e scalogno per questa soupe aux trois oignons, ciascuna con le proprie evidenti caratteristiche: la dolcezza della rossa, la persistenza e la spigolosità della bianca, la delicatezza dello scalogno.
Un crostino di pane integrale, un buon brodo vegetale, del miele di lavanda e dello Chèvre gratinato in forno, on top, a completare un piatto che sa di rustico-chic, di buono e di casa.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!

lunedì 10 novembre 2014

Lasagne d'Autunno con besciamella alla zucca mantovana e spezie, treccione affumicato, porcino e speck croccante

Saper cogliere il bello di ogni stagione: la delicatezza della primavera, il tepore dell'estate, i colori dell'autunno, la raffinatezza dell'inverno. Il risveglio musicale della natura a primavera, lo stridio delle cicale in estate, il tam tam della pioggia in autunno, il fruscio appena impercettibile della neve che cade in inverno.
Accantonata l'estate, le gote si vestono di minio, così come le foglie prendono le tinte del magenta, dell'ocra, della terra bruciata: un tripudio di cromie che scaldano e di scenari pazzeschi, che ispirano la moda e, naturalmente, il buongusto a tavola.
Finalmente autunno, finalmente Ottobre. Quella che vi propongo oggi è la rivisitazione di un grande classico, con l'utilizzo di ingredienti di netto rimando a ciò che di più apprezzo di questa stagione: stiamo parlando di lasagne, un piatto nazional-popolare, che trova sempre grandi favori e grandi consensi (se e quando ben fatte), il piatto tipico della Domenica italiana.
Si parla di un piatto un pochino laborioso perché diverse sono le preparazioni da mandare avanti nel contempo, ma che vale assolutamente la pena: per il gusto manda direttamente in orbita.
La dolcezza della zucca viene contrastata dal sapiente uso delle spezie, dalla nota affumicata del treccione toscano e dalla punta sapida del Vacche Rosse e dello speck, che in cottura tira fuori tutta la sua salinità.
Per il resto, zucca e porcini restano un'accoppiata vincente, della quale spesso e volentieri faccio abuso.
Ora vi lascio alla ricetta: stupite voi stessi e sorprenderete anche i vostri ospiti!